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Arte Pieve

San Giovanni Evangelista ha la visione dell’Immacolata Concezione all’isola di Patmos

L’opera è stata realizzata a olio su tela da Jacopo Vignali. La pittura risale al XVII secolo. Ci troviamo in pieno ‘600, ovvero in un periodo in cui si sviluppa il barocco, un’arte che, per quanto riguarda la religione cattolica, è finalizzata alla persuasione del fedele e sollecita a provare sentimenti profondamente religiosi. Si punta a commuovere e sensibilizzare i fedeli e l’uomo si sente schiacciato di fronte la potenza ed alla gloria della Chiesa cattolica e delle sue verità. Gli artisti, pur nello svolgimento individuale e personale dello stile, con l’impiego della linea mossa e il contrasto di luce/ombra creano pathos e partecipazione dell’osservatore.

La tela raffigura San Giovanni Evangelista che,  seduto in basso a sinistra, appare nell’atto di  scrivere su un libro, con alle spalle tre santi  riconoscibili in Sant’Antonino, vescovo di Firenze e  santo domenicano, Santa Caterina da Siena,  anch’essa appartenente all’ordine di San Domenico  e Santa Margherita. In alto a destra, sopra una  nuvola sorretta da angeli, si vede la Vergine,  raffigurata in un ardito scorcio sotto in su. La scena  è chiaramente identificabile con l’episodio, narrato  nell’Apocalisse, della visione, da parte di Giovanni, dell’Immacolata Concezione con la falce di luna ai  suoi piedi.

I colori usati sono naturali e scuri, e sono presenti sia colori caldi che freddi. La luce è diffusa dalla parte alta sulla destra; inoltre, l’immagine è costruita prospetticamente. Il senso di volume si ha grazie al contrasto tra luci e ombre.

Anche Jacopo Vignali (1552-1664), allievo e collaboratore di Matteo Rosselli, rappresenta, in ambito fiorentino, una dei più significativi e prolifici interpreti del linguaggio barocco e controriformato.

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