In questa opera, realizzata da Giotto di Bondone, è rappresentata la Madonna con il Bambino, anche se di quest’ultimo riusciamo solo a vedere le mani. La figura della Madonna viene resa più tenera e familiare dalla figura del Bambino e dei suoi gesti con le mani: una protesa in una dolce carezza e l’altra impegnata a stringere il dito indice della Madre. Gli occhi della Madonna sono allungati e il suo volto espressivo e le sue mani lunghe e delicate. La veste è caratterizzata da un panneggio delicato e da un bordo dorato.
Quest’opera è stata realizzata tenendo conto della presenza di un’unica fonte di luce e regolando i chiaroscuri in funzione di essa, creando quindi effetti realistici. Ciò è evidente soprattutto nella guancia sinistra della Madonna, nella parte sinistra del suo naso, nella parte sinistra del suo collo, e nella parte più a destra del braccio sinistro di Gesù Bambino: sono tutte parti in penombra e lasciano intuire che la luce proviene dal lato opposto.
L’opera, collocata a lungo sull’altare della chiesa della compagnia della Madonna detta degli “azzurri” (poi confluita in quella di Sant’Omobono), che sorge ancora oggi proprio di fronte alla chiesa plebana, era stata completamente ridipinta, ricoperta da tanti strati di colore e annerita dal fumo delle candele. Soltanto un restauro eseguito a cura dell’Opificio delle Pietre Dure ha portato alla luce la superficie pittorica originale, per quanto fortemente danneggiata. Malgrado la perdita di gran parte del dipinto, la qualità di quanto sopravvissuto è apparsa fin da subito di straordinario livello, tanto da fare ipotizzare che il suo autore altri non potesse essere che il grande Giotto (Vespignano, ca. 1267-Firenze, 1337), attribuzione ormai unanimamente accettata dalla critica.
I colori predominanti sono l’oro e il blu della veste della Madonna. Appare già pronunciato un senso del volume e dello spazio tipico delle opere mature di Giotto, con influssi della scuola romana. Il naturalismo giottesco fa sì che i personaggi siano sempre caratterizzati da notevole espressività di sentimenti e stati d’animo, in una rappresentazione della figura umana resa con plasticità, con solido accento scultoreo. Giotto compie una profonda indagine dell’emozione umana, resa sempre con vivace realismo.